Nella mattinata di domenica 3 ottobre, per iniziativa del Comitato Durantini-Pietralata e della Parrochia di S. Michele Arcangelo, il parchetto di via di Pietralata, ang. via dei Durantini è stato intitolato a Monsignor Leone Capitanata, storico parroco della Pietralata del dopoguerra, che molto fece per la sua gente, in tempi sicuramente più duri di quelli attuali.
L'intitolazione di una strada, di un parco o di una galleria ad un uomo cui si riconoscono dei meriti è sempre un'operazione densa di significati; simbolicamente è il tentativo di trasmettere alle future generazioni i valori rappresentati da quella persona affinchè non si perdano, ma anzi continuino a germogliare anche nelle nuove leve, proseguendo idealmente un percorso di crescita e maturazione collettiva.
La memoria. Attraverso questa si rende onore ad una figura - in questo caso d. Leone Capitanata - e si rinsalda il legame con il territorio.
In un'iniziativa così nobile, l'ambiente toponomastico, custode della intitolazione, non gioca un ruolo secondario. Ricordare, e far ricordare, una persona non più "fisicamente" presente dovrebbe implicare un minimo di attenzione per quel luogo deputato a preservarne il ricordo.
Il parchetto di via di Pietralata, oggi "Giardino Monsignor Leone Capitanata" è poco più di una sgangherata area attrezzata in cui gli schiamazzi dei bambini (pochi) si accompagnano a cocci di bottiglie, cestini divelti, panchine claudicanti, erba impazzita. Il tutto sotto l'occhio arrugginito del monumento ai caduti e all'ombra della neo targa commemorativa.
E' proprio per rispetto di chi si è speso per gli altri, e per tutti quelli che oggi frequentano il parchetto, che gli Amministratori - ricordiamoci che l'evento è stato patrocinato dal V Municipio - dovrebbero garantire una manutenzione più costante, una pulizia più frequente, una sicurezza più efficace. Che oggi non si vede.
Il peggior modo, questo, per insegnare e trasmettere il rispetto altrui.